Vaccinazioni anti Covid-19, Osservatorio Malattie Rare in audizione al Senato - TriesteAbile

Vaccinazioni anti Covid-19, Osservatorio Malattie Rare in audizione al Senato

Vaccinazioni anti Covid-19, Osservatorio Malattie Rare in audizione al Senato

Ilaria Ciancaleoni Bartoli: “Grande soddisfazione perché la maggior parte dei malati rari e cronici avrà la priorità vaccinale. Necessario però garantire applicazione su tutto il territorio nazionale”

Sono state rese pubbliche ieri le nuove Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 del Ministero della Salute. Il documento introduce la priorità vaccinale per i disabili gravi e i loro caregiver e amplia la platea dei soggetti considerati “estremamente vulnerabili”.

“È una soddisfazione vedere che le richieste presentate con forza da tanti membri del Parlamento e dalla società civile sono state accolte – ha spiegato Ilaria Ciancaleoni Bartoli, Direttore di Osservatorio Malattie Rare, in audizione oggi pomeriggio presso la Commissione XII del Senato “Igiene e sanità” sul tema dei vaccini anti Covid-19 – Buona parte dei malati rari e cronici di fatto vede riconosciuta a livello nazionale la propria condizione di gravità e quindi la priorità vaccinale”.

Solo pochi giorni fa è stata infatti pubblicata una lettera indirizzata al Ministro Speranza sull’importanza di vaccinare le persone fragili prima di quelle in salute. Su iniziativa dell’Intergruppo Parlamentare Malattie Rare e dell’Alleanza Malattie Rare e promossa da OMaR, ha raccolto centinaia di adesioni di parlamentari, associazioni ed esperti. E ha trovato una risposta concreta in queste nuove Raccomandazioni.

Tuttavia nel documento, sintetizzato da OMaR in questo approfondimento speciale, non vengono riportati i codici di patologia.  “Per esperienza sappiamo che questo creerà difficoltà interpretative alle Regioni, e di conseguenza non solo rallentamenti ma anche diverse interpretazioni, con l’effetto che alcune patologie avranno priorità in una regione e non in un’altra. L’indicazione dei codici, che certo avrebbe richiesto qualche giorno di lavoro in più, avrebbe tuttavia fatto risparmiare moltissimo tempo nella corretta applicazione di queste raccomandazioni, e avrebbe permesso anche ai medici di famiglia di stilare velocemente la lista delle persone da vaccinare. La vera criticità ora è, appunto, nella concreta applicazione di queste nuove raccomandazioni sul territorio e in 20 diversi sistemi sanitari regionali, all’interno dei quali servirebbe coordinare medici di famiglia e centri di riferimento”, ha aggiunto Ciancaleoni Bartoli.

Intanto le Regioni hanno già fatto i loro piani sulla base di indicazioni precedenti, facendo scelte molto diverse tra loro, come analizzato nel dossier di Osservatorio Malattie Rare, accessibile gratuitamente a questo link. “Ora queste dovranno riadattare i loro piani e si impiegherà certamente del tempo ma, soprattutto, dovranno strutturare delle modalità organizzative: ed è proprio su ciò che sono concentrati i maggiori timori – ha affermato il Direttore di OMaR – È importantissimo che siano stati stabiliti dei corretti criteri e bisogna fare in modo che il diritto al vaccino di queste categorie sia effettivamente esigibile e lo sia in modo uniforme su tutto il territorio. Da settimane le persone fragili ci scrivono per sapere se devono prenotarsi o se verranno chiamate, ed eventualmente da chi, se devono essere loro a contattare i medici di base o i centri, e segnalano anche che molti dei portali messi a disposizione dalle regioni per la prenotazione non funzionano. È fondamentale, dunque, che si continui a vigilare sulla concreta applicazione di queste nuove raccomandazioni, a lavorare affinché nessuna regione rimanga indietro e che siano utilizzati criteri quanto più possibili uniformi, così che possa essere anche più facile comunicarli ai cittadini. Potrebbero essere necessarie delle circolari interpretative riguardo al fatto che alcune patologie siano o non siano nelle tabelle di priorità, e questo si verificherà soprattutto per le malattie rare che sono meno note. L’Osservatorio lo farà presente al Ministero informandone questa Commissione, ma la nostra voce non sarà abbastanza forte senza il vostro supporto che spero continuerà a esserci come c’è stato fino a oggi”. 

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