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Area Riservata

Wheelchair Rugby

logo sportequal trieste



Wheelchair rugby - La meta su due ruote

L’Associazione sportiva dilettantistica Sportequal promuove la pratica sportiva, l’integrazione delle persone disabili e con questo progetto intende avvicinare persone con disabilità motorie, paraplegici, tetraplegici o con disabilità "equivalenti", allo sport del rugby in carrozzina.

Il Rugby in carrozzina è uno sport di squadra per uomini e donne. E’ uno sport creato da persone con disabilità che combina elementi della pallacanestro, pallamano, hockey su ghiaccio e rugby. L’obiettivo del gioco è portare la palla oltre la linea di meta avversaria. Due ruote devono oltrepassare la linea di meta e il giocatore deve avere il controllo della palla quando attraversa la linea.

Chi può giocare

Questo sport è unico perché si rivolge a persone con lesioni spinali, integrali o parziali che interessano gli arti superiori e inferiori ma con un ampio e diverso spettro di abilità. La forza è proprio quella di integrare persone con diverse abilità che trovano poco spazio nel panorama sportivo e che nel rugby in carrozzina invece, ricoprono compiti precisi nelle fasi di difesa e attacco e danno vita a un gioco di grande impatto emotivo contraddistinto da tattica e dinamismo

Oltre alle lesioni spinali, patologie che possono incontrare i requisiti di un giocatore sono alcune forme di distrofia muscolare, dismelie, amputazioni, o altre condizioni neurologiche come la sindrome di Guillain-Barré. Uomini e donne sono ugualmente classificati e giocano nella stessa squadra con un lieve benefit per le squadre che hanno in campo delle giocatrici donne.

Quale attrezzature è necessaria?

Gli atleti competono su carrozzine spinte manualmente che rispettano precise specifiche presenti nel Regolamento Internazionale al quale gli atleti devono attenersi per partecipare a tutte le competizioni internazionali. Le specifiche tecniche delle carrozzine garantiscono sicurezza e lealtà. Si gioca con una normale palla di pallavolo; in aggiunta, sono utilizzati dei coni per delimitare le linee di meta e dei cronometri di gara equivalenti a quelli usati nel basket.

Dove si gioca

Si gioca su campi indoor usati normalmente per la pallacanestro. Il parquet è la superficie preferita ma si può giocare anche su altre superfici. L’importante è che il campo sia accessibile per le carrozzine e siano presenti i servizi analoghi alla pratica della pallacanestro in carrozzina.

L'associazione Sportequal

L’associazione sportiva dilettantistica SPORTequal, in sinergia con la Federazione degli Sport Paralimpici e Sperimentali (FISPES) e il CIP FVG , prosegue il processo di costruzione, strutturazione e diffusione del movimento Rugby in carrozzina in Italia.

A febbraio 2011 ha organizzato il primo stage in Italia rivolto a tutte le persone interessate a conoscere il rugby in carrozzina sia come atleti che come classificatori, allenatori e arbitri.

Di seguito abbiamo organizzato altri raduni fino all’effettivo passaggio di consegne alla federazione.

Oggi, la Federazione attinge da quel gruppo di persone e pianifica l’attività per portare una selezione italiana alle paralimpiadi di Rio 2016.

A novembre abbiamo organizzato il primo torneo internazionale di rugby in carrozzina in Italia con la partecipazione di squadre, da 4 nazioni europee.

Obiettivi

Compito della nostra associazione è promuovere lo sport e intercettare l’interesse di persone disabili che già praticano sport ma anche di quelle che non si sono mai avvicinate per problematiche diverse.

Se pur l’intento è l’integrazione alla squadra esistente, l’attività diversificata tra gioco e preparazione atletica è rivolta a tutte le persone disabili anche se non interessate alla pratica agonistica.

Obiettivi specifici 

Piano Cognitivo - conoscenza del proprio corpo, dello spazio, del tempo.

Piano Fisico – incremento della forza muscolare, della capacità di equilibrio, della sinestesia e della coordinazione motoria grazie alla ripetizione consapevole e finalizzata degli atti motori. Tutti elementi di notevole importanza maggiormente in quei soggetti in fase di recupero post trauma nelle lesioni spinali.

Piano Sportivo – acquisizione delle conoscenze tecniche e dei regolamenti del rugby in carrozzina.

Piano Psicologico – sviluppo di uno stato di soddisfazione generale e potenziamento della capacità di concentrazione e contenimento degli stati emotivi favorendo il controllo emotivo nelle situazioni riscontrabili nella vita quotidiana.

Piano Sociale – accrescimento dell’autonomia, favorendo la socializzazione, la comunicazione, la conoscenza delle proprie potenzialità e delle proprie difficoltà.

Indubbio beneficio riflesso anche sull’armonia e il benessere famigliare.

Inoltre vorremmo coinvolgere le stesse persone nella promozione della disciplina partecipando attivamente all’attività dell’associazione e alle dimostrazioni che continueremo a fare in collaborazione con la federazione e agli altri enti che partecipano al progetto nazionale.
L’evoluzione del progetto e l’intento della federazione è quello di arrivare ad un campionato italiano e la formazione dei ruoli tecnici al quale pensiamo di partecipare coinvolgendo giovani delle scuole e dell’Università di Trieste.

Metodologia

L’attività si svolge prevalentemente in palestra e al momento abbiamo la concessione, da parte della società del Kras, della palestra di Sgonico il giovedì sera. E’ possibile che, per incontrare e avvicinare altre persone si organizzino degli allenamenti anche in regione e in ogni caso, tutti i nuovi atleti che si avvicinano al rugby avranno, se vorranno, la possibilità di partecipare ad uno degli stage mensili organizzato dalla federazione nazionale.

Durante la bella stagione possiamo allenarci nel campo all’aperto o per la parte di preparazione fisica utilizzare le piste ciclabili generalmente concordando le giornate in base alla disponibilità delle persone. L’attività è svolta con un educatore-tecnico del CIP(Comitato Paralimpico Italiano) o con studenti di scienze motorie che seguono gli stage del gruppo federale. L’attività generalmente dura un’ora e mezza e prevede un riscaldamento iniziale alternato a stretching, seguito da esercizi di tecnica con e senza palla, simulazione di fasi e tattiche di gioco e termina con il gioco.

AI partecipanti sarà consegnato il regolamento internazionale della IWRF tradotto in italiano e le regole verranno illustrate e discusse durante le fasi degli allenamenti.

Periodo di svolgimento

Anno 2012.

Partecipanti

Paraplegici, tetraplegici o persone con disabilità comparabili (vedi paragrafo “Chi può giocare”)

Partnes

Si vogliono coinvolgere per il reclutamento dei partecipanti:

La quota sociale è di € 50 ed include il tesseramento alla FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali) con conseguente assicurazione durante l’attività nell’anno solare.

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