A far partire le indagini a settembre scorso è stata una denuncia presentata da Teresa Vitale, in servizio all'ufficio Invalidi civili della I Municipalità (Chiaia-San Ferdinando-Posillipo), relativa ad una singola pratica di riconoscimento di invalidità civile ritenuta falsa. Tre mesi appena di serrati accertamenti amministrativi, che hanno consentito ai carabinieri di scoprire la maxi-truffa ai danni dell'Inps, nei cui confronti è stato calcolato un danno economico pari a circa un milione di euro. Le indagini sono state condotte dai pm Giancarlo Novelli e Giuseppe Noviello, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Greco.
Il sistema truffaldino si basava sull'abile redazione di falsi verbali di accertamento sanitario dello stato di "non vedente", redatti mediante l'utilizzo di falsi sigilli, di false firme di medici realmente addetti alle visite di accertamento, di numeri di protocollo dell'Asl di riferimento,in realtà inesistenti oppure esistenti ma riconducibili a persone diverse dai falsi beneficiari. Una volta compilata, la documentazione veniva spedita dagli uffici dell'Asl Na 1 competenti agli uffici comunali preposti. I dipendenti comunali svolgevano una serie di attività amministrative per accertare la veridicità della pratica. Dopodiché, redigevano i cosiddettti decreti di riconoscimento dello stato di invalidità e della relativa pensione, con successiva comunicazione all'Inps per l'effettiva erogazione delle somme ritenute dovute. Mentre gli arrestati (ovvero i "falsi ciechi") sono accusati solo di reati fine di truffa e falso, per la Procura ci sarebbe una regia riconducibile ad alcuni appartenenti alla Pubblica Amministrazione, a cui è contestata l'associazione a delinquere, "in relazione al quale - scrive una nota del procuratore aggiunto Greco - sono in via di ulteriore approfondimento i ruoli e i personaggi". Sono in corso di approfondimento, però, anche le posizioni di altri falsi beneficiari, che avrebbero usufruito non solo delle pensioni per i "non vedenti", ma anche per altre tipologie di invalidità civile. Non sono mancati tentativi di depistaggio da parte di alcuni impiegati della prima Municipalità di Napoli (Chiaia-San Ferdinando): documenti distrutti, sottratti o occultati per impedire che finissero nelle mani dei carabinieri. E come poche volte succede, alla tempestività degli inquirenti nello scoprire la truffa è corrisposta un'altrettanta tempestività dell'ufficio del giudice per le indagini preliminari, che ha emesso le ordinanze cautelari a pochi giorni dal deposito delll'informativa di reato. " stata questa rapidità delle indagini e dell'emissione del provvedimento che ha consentito di bloccare la riscossione di altre pensioni con gravi perdite per l'Inps. La base dell'organizzazione era nella zona del Pallonetto a Santa Lucia. Per rendere l'inganno credibile si arrivava persino a ritoccare le pupille sulle foto dei documenti d'identità. Telecamere nascoste hanno ripreso molti dei falsi ciechi mentre guidavano la macchina, leggevano il giornale, andavano in banca. Ad ingannare i falsi ciechi anche un particolare: i moduli delle pratiche erano firmati da persone "teoricamente" cieche, firme perfettamente leggibili e allineate nell'apposito rigo, assolutamente improbabili per una persona non vedente. Dalla Procura l'affondo finale: In assenza di controlli si lascia campo libero alle falsificazioni.
Il presidente della I Municipalità, Fabio Chiosi, ha parlato di "scenario inquietante sul mondo dell'invalidità civile. Spesso invalidi reali devono attendere mesi e mesi per veder riconosciuto il proprio diritto, mentre alcuni più furbi credono di farla franca".
Fonte: denaro