Nuove speranze per la prevenzione e la cura della cosiddetta Retinopatia del Prematuro (ROP) - cioè l’infiammazione della retina che si sviluppa nei bambini nati prematuramente - arrivano dagli Usa.
Un team di ricercatori del Duke Eye Center di Durham, ha sviluppato una nuova tecnologia che potrebbe contribuire a salvare la vista di molti bambini.
Comprendere come si sviluppa e i meccanismi intrinseci di questa malattia è fondamentale, hanno dichiarato gli scienziati. La dr.ssa Dr. Cynthia Toth del DEC che ha commentato il sistema ha detto «Ora possiamo vedere cose incredibili nei giovani occhi di questi bambini che non avremmo mai sospettato».
Gli strumenti d’intervento sino ad oggi utilizzati come la laser terapia, la crioterapia o la chirurgia non danno risultati soddisfacenti e non offrono le garanzie necessarie per far sì che la malattia si arresti o non si sviluppi. Il nuovo metodo diagnostico si prefigge di riuscire ad individuare l’eventuale sviluppo della patologia per poter intervenire per tempo, dato che attualmente non ci sono cure efficaci e i bambini non guariti che ne sono affetti accusano pesanti ripercussioni sulla vista.
La retinopatia del prematuro si distingue per vari gradi: dalla più semplice alla più grave. Mentre in circa il 10% dei casi il danno patologico si sviluppa fino al distacco di retina con una conseguente compromissione grave della capacità visiva, in genere e per circa il 90% dei casi, il processo si arresta e regredisce spontaneamente portando danni visivi pressoché limitati o, in alcuni casi, ininfluenti.
Fonte: lastampa