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2 aprile 2009 - Disabili: 19% italiani con lesione midollo spinale perde lavoro

disabili

Un incidente in auto o in moto, un infortunio mentre si fa sport o sul lavoro. E quando il risultato è una lesione al midollo spinale, la vita non è più la stessa. Se si finisce sulla sedia a rotelle, infatti, spesso si perde il lavoro, soprattutto in questi mesi di crisi economica: lo testimoniano i dati raccolti dalla Federazione delle associazioni italiane paratetraplegici (Faip) e resi noti oggi a Roma, durante la presentazione della Giornata nazionale dedicata a questi pazienti, in programma il 4 aprile.

Il 19% del campione dichiara di aver dovuto dire addio al proprio impiego, con un aumento di 13,6 punti percentuali rispetto a un sondaggio del 2000, quando il dato era del 5,4%. Un trend grave, soprattutto se si pensa che l'80% dei 75 mila italiani con lesioni al midollo spinale è composto da giovani, con età compresa fra i 10 e i 40 anni. Persone che non si sentono incluse nella società (5 su 10), che hanno enormi difficoltà nei trasporti (5 su 10 non riescono a uscire di casa da sole) e che fanno fatica a conquistare la propria autonomia. Ma soprattutto perdono la fiducia e la speranza.

"Il problema più grande - sottolinea Raffaele Goretti, presidente della Faip - è la frattura gravissima fra un sistema sanitario che spende risorse ingenti per salvare una vita umana e un sistema socio-assistenziale che non assicura quei servizi che qualificano la vita stessa, nel senso della dignità dell'esistenza. A che vale salvare una vita - si chiede Goretti - se poi questa vita non può essere vissuta dignitosamente?".

Dopo gli incidenti stradali, alla base del 48% di questi danni, e gli infortuni sul lavoro (17%), sono le cadute accidentali, i traumi sportivi e le ferite da arma da fuoco a provocare le lesioni al midollo spinale. In aumento anche le cause non traumatiche (35% circa): fra le più frequenti le patologie di origine neoplastica (28%) e vascolare (27%), come le neoplasie intramidollari, vertebrali o delle meningi, e le malformazioni vascolari midollari.

Secondo le stime della Faip, la spesa sanitaria annua in farmaci indispensabili per una persona con lesione midollare è pari a 7mila euro, circa 600 euro al mese, a fronte di una pensione di invalidità civile di 263 euro. Una situazione che diventa ancora più grave se analizzata alla luce delle cause di disoccupazione e del mancato reinserimento nel mondo del lavoro: tre pazienti su 10 dichiarano che è impossibile per loro trovare una collocazione adeguata per l'assenza di attività di riqualificazione professionale.

Così, la perdita di fiducia scoraggia il 6% del campione, mentre una persona su 10 non è nelle condizioni di lavorare per difficoltà legate ai trasporti. I pazienti con lesione midollare, inoltre, oggi tendono a ridurre maggiormente le relazioni sociali rispetto a quanto facevano nel 2000: il 40% degli intervistati afferma di doverlo fare (+8,2% rispetto al 2000). E a ridursi è anche il grado di autonomia della persona: se nel 2000 la percentuale di chi dichiarava di riuscire a uscire di casa da solo era pari al 70%, oggi si è ridotta al 58%, mentre il 40% assicura di poter uscire solo se accompagnato o di non potere uscire proprio. Il 43% del campione ha ridotto anche le attività di svago e gli hobbies. 

Fonte: ADNKRONOS