Stefania Bertolino è un mamma invalida al 100%, separata, con tre figli a carico di cui uno, che chiameremo Paolo, disabile. Ha deciso di dire basta ai ping pong di uffici che a suo dire la rimbalzano da un addetto ad un altro, senza risolvere il suo problema. Quale? Un bagno troppo stretto all’interno della sua casa popolare di via Frejus 46. Sì perché la porta è troppo piccola perché possa entrarci Paolo con la sua carrozzina. Ma c’è di più. La doccia ha un gradino. Quindi è impossibile riuscire a lavare Paolo in maniera comoda e normale. Stefania si trova, di fatto, con le barriere architettoniche in casa. Così domani sarà davanti al municipio, per protestare.
«Paolo ha 8 anni ed è costretto su una sedia a rotelle per una grave malattia - dice Stefania -. Vivo con poche centinaia di euro al mese. Da mesi chiedo aiuto a chiunque perché possa riuscire a crescere mio figlio come una persona normale, lavandolo in maniera comoda e non come fossimo nel terzo mondo». Stefania sei mesi fa andò in Comune: «Era novembre, mi dissero che si sarebbero mossi, poi nulla. Ora è cambiata la giunta e c’è un nuovo assessore. Sa che cosa mi ha risposto quando sono andata a parlargli? Di rivolgermi all’Agef (associazione cittadina che segue i genitori dei bimbi disabili, ndr). Un altro rimbalzo, un altro “provi ad andare lì”. Ora basta, andrò in piazza e dirò alla città intera come si comportano le istituzioni».
Avtar Singh Rana, l’assessore “nuovo” chiamato in causa, replica: «Ho preso a cuore il problema di questa signora. Ci siamo attivati eccome. Intanto ho fatto un sopralluogo in casa sua e ho visto che esiste un bisogno reale. Poi ho chiesto all’Atc di intervenire. I lavori verranno fatti entro un paio di giorni, anche a spese nostre se necessario. Se questo vuol dire non interessarsi…».
Il presidente dell’Atc Giorgio Ardito sottolinea anche un altro aspetto: «La documentazione della signora Bertolino è pervenuta ed è stata inoltrata in Regione, che però dal 2006 non assegna più finanziamenti per l’eliminazione della barriere architettoniche. Atc sta cercando altre risorse, ma con un incassato medio mensile di poco più di 80 euro per alloggio, l’Agenzia può fare ben poco e ci sono casi anche più gravi di quello descritto. Inoltre le regole assurde degli uffici della Regione hanno fatto perdere ad Atc circa 10 milioni di euro per la manutenzione straordinaria».
Fonte: di Massimiliano Rambaldi - Cronacaqui