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2 maggio 2008 - Epilessia male "oscuro"

giornata epilessia

Il 4 maggio si terrà la VII edizione della Giornata Nazionale per l'Epilessia, organizzata dalla Lice (Lega Italiana contro l'epilessia). L'epilessia, la terza malattia in ambito neurologico in ordine di importanza, è documentata sin dai tempi antichi. La parola deriva dal verbo greco "epilambanein'' che significa essere sopraffatti, colti di sorpresa. Si parla di grande e piccolo male in base all'entità dell'affezione che colpisce circa l'1 per cento di ogni popolazione.
"Innanzitutto va precisato", dichiara Guido Rubboli, Dipartimento di Neuroscienze, Ospedale Bellaria di Bologna, "che ci riferiamo a sindromi epilettiche, al plurale. Ce ne sono vari tipi con turbe parossistiche che si ripetono episodicamente, accompagnate da fenomeni motori, vegetativi, sensoriali. L'epilessia, se non è di origine genetica, può essere sintomatica, vale a dire provocata da lesioni cerebrali (ictus, ascessi, tumori, infezioni, malformazioni della vita intrauterina o successive e altre forme la cui radice resta ignota). Nei due terzi dei casi i pazienti reagiscono bene alle cure farmacologiche".
La malattia esordisce prima dei 20 anni nel 75 per cento dei casi, ma con l'allungarsi della vita media, si manifesta anche in età avanzata (65 0 70 anni). Siamo in presenza di una patologia cronica a tempo indeterminato. Ma se i sintomi affiorano in età infantile, possono sparire da soli, spiegano gli specialisti.
Nel 40 per cento dei casi le crisi sono dovute a una predisposizione genetica e si curano con le medicine. Ci sono poi soggetti (25 - 30 per cento dei casi) resistenti ai farmaci disponibili, in cui però si può individuare l'area del cervello responsabile degli attacchi. Nel caso in cui la regione possa essere rimossa senza rischi di deficit per il paziente, si può decidere d'intervenire chirurgicamente con un'aspettativa di guarigione molto alta.
In Italia soffrono di questa sindrome neurologica almeno 500.000 persone e ogni anno si registrano 30.000 nuovi casi. Chi ne è affetto riesce in genere a condurre una vita normale, grazie al controllo esercitato dai medicinali, ma attorno alla malattia circolano ancora molte leggende che rendono più complessa l'esistenza dei malati, e in particolare delle donne del sud. Ad esempio, da un'indagine demoscopica della Lice, condotta in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Roma La Sapienza su gruppi eterogenei, emerge che ben il 6 per cento degli italiani è convinto che l'epilessia sia una malattia di origine sovrannaturale.
Ed è per combattere la disinformazione che la Lice avvia una campagna di sensibilizzazione dal nome "Epilessia, fuori dall'ombra" con varie iniziative che culmineranno nella Giornata Nazionale contro l'Epilessia. Del progetto fanno parte 4 cortometraggi, realizzati dagli allievi della Scuola Nazionale di cinematografia. Gli spot, patrocinati dal Segretariato Sociale della Rai e dalla Fondazione Pubblicità Progresso, verranno trasmessi nei prossimi mesi sulle principali reti televisive e nelle sale cinematografiche. Il tutto per sostenere i malati, dispensare materiale informativo, orientare i pazienti alle possibili terapie farmacologiche o chirurgiche e infrangere i più comuni tabù sul tema.
"Grazie ai farmaci di nuova generazione oggi si riesce a contrastare in modo efficace il problema", spiega Oriano Mecarelli del Dipartimento Scienze Neurologiche dell'Università di Roma, La Sapienza, sottolineando come nel 90 per cento dei casi le persone conoscano la malattia, ma solo in termini generici con visioni distorte, "troppi credono, sbagliando, che l'epilessia sia un handicap per la vita sociale". Conclude Paolo Tinuper, presidente Lice, Dipartimento Scienze Neurologiche, Università di Bologna: "Manca la diffusione delle informazioni tra i pazienti rispetto alle possibili terapie".