Castel San Pietro Terme, come ogni altra città, presenta tra i cittadini persone con problemi di disabilità motoria.
Ci siamo chieste allora che barriere architettoniche potrebbero incontrare muovendosi per Castel San Pietro: gli ostacoli nei quali ci s’imbatte sono numerosi.
Abbiamo parlato con Giovanni Bellosi, portavoce del comitato "La voce di chi non ha voce", che ci ha aggiornato sulla situazione castellana su questo frangente. «È da riconoscere che grazie al denaro devoluto per questa causa, in diversi punti alcune modifiche sono state apportate» ci dice Bellosi, ed è visibile passeggiando per la città: gli scivoli sono sempre più numerosi, ma forse non ancora abbastanza.
L’ostacolo principale, confermato anche dagli stessi disabili, come Silvana Tabellini, è l’assenza di un bagno pubblico nel centro storico per i disabili. Un bagno è un servizio fondamentale per tutti, eppure anche nell’ufficio postale continua a non essercene uno accessibile al pubblico. Ovviamente la situazione presenta un disagio ancora maggiore per una persona in carrozzina.
Altro esempio evidente è costituito dal difficile accesso al bancomat in via Matteotti a fianco del Cassero (nella foto). Per accedervi, infatti, occorre superare alcuni gradoni, che tra l’altro comportano difficoltà anche agli anziani. L’unica alternativa possibile è accedere al portico dalla parte opposta ripercorrendolo interamente.
Spostandosi in borgo, i marciapiedi quasi inesistenti di via Cavour rendono impensabile il passaggio di una sedia a rotelle essendo già difficoltoso per passanti e passeggini.
Spostandosi fuori dal centro storico i problemi continuano, come nella pista ciclabile in via Scania. Si tratta di una struttura di recente costruzione che complessivamente non presenta barriere architettoniche. Al suo termine però, la situazione diventa particolarmente pericolosa poiché termina esattamente di fronte ad un largo "curvone" con scarsa visibilità a causa di una siepe. Come potrà mai una sedia a rotelle attraversare la strada quando anche solo per le biciclette diventa molto rischioso?
Persone disabili, come Silvana Tabellini, tentano di farsi ascoltare dal Comune da anni, con risultati pressoché inesistenti. Il perché di tutto questo? Sembrerebbe per semplice indifferenza. Forse nessuno si è mai posto il dubbio se per caso quelle due colonnine alla fine del portico in prossimità del Cassero impediscano il passaggio di chi è in carrozzina. «Le promesse sono tante, ma ancora poche quelle mantenute» afferma Bellosi, e la signora Tabellini si chiede: «I disabili, avranno quel poco che spetta loro solo quando qualche autorità si ritroverà con una persona cara nella loro situazione?». Solo allora verrà abbattuto quest’enorme muro d’indifferenza?
Fonte: Il nuovo diario messaggero