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| Home | Socializzazione | Raccolta News | News Nazionali ed Internazionali | Anno 2008 | Febbraio | 2 febbraio 2008 - Baghdada, Down usate come kamikaze |
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Le due donne disabili portavano delle cinture esplosive che sarebbero state azionate a distanza
Due bombe nei mercati di Baghdad, come non accadeva da mesi, e ancora una vendemmia di cadaveri, almeno settanta, quasi tutti donne e bambini oltre a un centinaio di feriti che nei prossimi giorni agonizzeranno in ospedali privi di ogni attrezzatura. In fondo non ci sarebbe nulla di nuovo se non nel fatto che secondo il governo a farsi esplodere sono state due donne disabili, entrambe affette da sindrome di Down. Ma la realtà potrebbe essere anche peggiore: fonti della polizia hanno alluso, ieri sera, all’impiego di telecomandi. Le due non avrebbero consapevolmente fatto esplodere la carica ma avrebbero trasportato l’esplosivo sul luogo dell’attentato.
Della prima si sa qualcosa, la chiamavano «Jasmina la pazza», ogni venerdì coperta dal lungo velo nero delle sciite vendeva piccioni ai margini del mercato di Al Ghazi, che apre solo il venerdì. Un tempo quello era luogo per la compravendita di animali da allevamento, pappagalli piuttosto che canarini da tenere in casa, ma da molti anni si è trasformato in mercato alimentare suppletivo, poiché in tempi di carestia in spregio a tutte le consuetudini islamiche anche i piccioni possono finire in padella.
«Jasmina la pazza» si è fatta saltare quanto, intorno alle 10 e mezza del mattino, il mercato era già pieno di gente e nessuno sa ancora dire con precisione se abbia fatto detonare una cintura che portava sotto l'«abaya» o se l'esplosivo fosse nascosto sotto una gabbia. Il bilancio estremamente provvisorio è di 46 morti e 82 feriti quasi tutti, è il caso di ripeterlo, donne e bambini poiché il mercato degli animali normalmente è frequentato da mogli che portano con sé la prole.
Meno di venti minuti dopo ed al capo opposto della città nel quartiere sciita di Al Jeddah ecco una seconda esplosione in un altro mercato di animali, più piccolo ma non meno frequentato. Ancora una volta scegliere il martirio islamico è toccato a una donna, che nella zona non era nota affatto ma si è fatta egualmente saltare senza alcun ripensamento. In questo caso la dinamica è meno incerta: vestita anch'essa con la nera tunica sciita la «kamikaze» non aveva nulla da vendere ma si è spinta fino al centro di un'area popolata da confratelli (Al Jeddah è una della zone più povere della capitale irachena) e ha fatto detonare la carica che portava indosso. Poche ore dopo il brigadier generale Qassim Al Moussawi ha dichiarato per conto del governo che «i terroristi hanno seminato morte facendo ricorso a due donne disabili», e il nuovo ambasciatore americano Ryan Crocker che «Al Qaeda ha trovato una nuova formula per seminare morte, dimostrando che non c'è nulla che non si possa fare quando si vuole provocare un carnaio per contrastare il progresso». Il presidente Jalal Talabani non si è soffermato sulle caratteristiche sulle suicide, quanto sul fatto che «i terroristi cercano la rivincita per dimostrare che possono ancora porre ostacoli nella la via della riconciliazione».
Comunque le si possa valutare, le dichiarazioni ufficiali sembrano aprire un capitolo nuovo nella sanguinosa casistica degli agguati suicidi. Difficilmente l'Iraq di oggi sarebbe in grado di compilare una casistica aggiornata dei malati di mente o dei cittadini affetti da sindromi mentali, ma se diamo per buone le dichiarazioni del portavoce governativo si potrebbe cominciare a pensare che i vari gruppi terroristi di matrice islamica abbiano imboccato una strada nuova.
Davvero chi soffre di handicap può essere adoperato come bomba umana? In teoria le «sure» non lo vietano posto che in primo luogo il caso non è contemplato, e poi nelle culture popolari spesso chi ha minore uso di ragione viene considerato più vicino a Dio. Nella sbrigativa teologia dell'estremismo applicata alla pratica politica di questi anni la «bomba umana» era colui o colei che prima degli altri e più «eroicamente» si sarebbe avvicinato ad Allah, e dunque nell'esasperazione dei due concetti il cortocircuito sarebbe pure possibile.
Fonte: Giuseppe Zaccaria - Stampa