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11 febbraio 2008 - Milano, La Regione Lombardia dichiara guerra all'emicrania

emicrania

L’emicrania colpisce oltre sei milioni d’italiani. Non è un semplice mal di testa, dal quale si distingue per attacchi frequenti di dolore pulsante e violento che debilitano e limitano la qualità di vita. Insomma è una vera e propria patologia alla quale la Regione Lombardia ha riconosciuto valore d’invalidità civile.

L’emicrania è stata definita “malattia invisibile” perché sia i medici, sia lo stesso paziente, sia coloro che circondano la persona sofferente sottovalutano e sottostimano quella condizione che oggi finalmente è riconosciuta come una malattia che disabilita, rovina la vita, impedisce di svolgere le normali attività quotidiane e professionali.

La normativa applicata in Lombardia riconosce a coloro che soffrono di emicrania un’invalidità civile graduata dall’1 al 46 per cento a seconda del tipo e della frequenza di mal di testa e di attacchi, e comporta una particolare tutela nell’ambiente di lavoro per le forme più gravi.

Per fissare i criteri per il  riconoscimento della disabilità, unitamente alla circolare sono state fatte pervenire alle ASL lombarde delle tabelle per la valutazione e la certificazione della malattia. Le cefalee vengono distinte in diversi livelli di gravità e quindi d’invalidità (dall’1 al 46 per cento) a seconda dell’intensità, della frequenza degli episodi e della risposta al trattamento.

“Anche se al momento si applica solo al milione e mezzo di emicranici lombardi, la circolare ha un valore fondamentale in quanto accredita e certifica l’emicrania per quello che è: una malattia seria che ha ripercussioni pesanti a livello personale e sociale”, ha commentato Gennaro Bussone, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico C. Besta di Milano e Past President dell’ANIRCEF, Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee. “Si tenga infatti conto che la stragrande maggioranza degli emicranici ricorre all’automedicazione, procurandosi danni da iperabuso di farmaci. Tale abuso nasce proprio dalla sottovalutazione che il paziente attua nei confronti della propria condizione”.

“S’innesca così un circolo vizioso", ha proseguito Bussone, "che spesso porta al ricovero e alla cronicizzazione della malattia con una disabilità crescente che penalizza la persona sul lavoro, ma anche in famiglia e nel quotidiano: una situazione risolvibile solo con il ricovero. Insomma l’emicrania è realmente un problema sociale e la Regione Lombardia lo ha capito e ha riconosciuto le cefalee primarie, tra le quali l’emicrania, come un presupposto di effettiva invalidità”.

La decisione dell’amministrazione lombarda è maturata anche grazie alle forti pressioni esercitate dall’AIC - Associazione Italiana per la Lotta contro le Cefalee -  che, grazie all’allora presidente Fabio Frediani, si è battuta per questo riconoscimento e per l’aggiornamento dei criteri di valutazione delle cefalee.

“Tutti noi che ci muoviamo in questo campo di patologia, e i pazienti per primi, siamo stati orgogliosi ed entusiasti di questa vittoria che almeno per i cittadini lombardi ha significato veder schiudersi la possibilità concreta di non essere più considerati malati di serie B” ha dichiarato Frediani, Direttore U.O. Neurologia, Policlinico Ponte San Pietro di Bergamo. “Auspichiamo perciò che questa normativa possa diventare diritto comune e conquista di tutti gli italiani affetti da cefalee invalidanti".

Fonte: Ufficio stampa Fondazione IRCCS - Istituto Neurologico C. Besta, Milano 2008.

Fonte Notizie Yahoo