Si attestano a 2.600.000 le persone che, intervistate dall’Istat nelle proprie abitazioni (indagine 2005), dichiarano di avere una disabilita’ ‘grave’; restano allo stesso livello di dieci anni prima, ma, tenendo conto del sopravvenuto invecchiamento della popolazione, la loro frequenza si e’ ridotta da 5,7% a 4,7%. Infatti, la presenza di disabilita’ e’ legata all’eta’: tra gli ultrasessantacinquenni la quota di popolazione con disabilita’ e’ del 19,3% e raggiunge il 47,7% tra le persone di 80 anni e piu’. Questa l’unica buona notizia in campo disabilita’, che, per il resto, presenta una situazione difficilissima sia per i meno abili, sia per i familiari, in un Paese come il nostro, al 12° posto (tra i 15 Paesi dell’Unione Europea) nell’erogazione di fondi da destinare ai disabili. I disabili italiani sono poveri (nel 40,3% dei casi vivono in famiglie con risorse economiche da loro considerate scarse e nell’81% insufficienti) e quella italiana e’ un’assistenza ‘basic’, lontana dalla tecnologia che avanza, soprattutto in campo di protesi e ortesi. I dati: le terapie e i trattamenti di riabilitazione vengono utilizzati dal 26,9% delle persone con disabilita’, ma il 17,9% dichiara di non riuscire ad ottenere questa tipologia di assistenza. I profili piu’ svantaggiati, le persone che vivono sole (20,6%) e tra i confinati (28,4%). “Una situazione drammatica che per certi aspetti peggiorera’ se il Governo manterra’ le promesse in campo di protesi e ortesi- afferma il Prof. Carlo Hanau, Docente di Programmazione e Organizzazione dei Servizi Sociali e Sanitari all’Universita’ di Modena e Reggio Emilia, nel corso dell’incontro “Disabilita’ in Italia: i servizi, gli ausili e il Fondo per la non autosufficienza”, organizzato da Confcommercio - Il disabile rischia di non poter piu’ scegliere la protesi e il tecnico sanitario; fino ad oggi, infatti, il malato poteva scegliere fra le protesi base, che il S.S.N. concede gratuitamente, e quelle che, offrendo piu’ funzionalita’ o semplicemente un’estetica piu’ gradevole, costano di piu’, e lo faceva aggiungendo solo la differenza. Con la normativa in via di definizione, sembra che il disabile dovra’ affrontare l’intera spesa e non solo la differenza di costo.” Aggiunge Daniele Bonacini, atleta paralimpico e presidente dell’Associazione “Disabili non limits’, presente all’incontro: “L’ausilio e’ il mezzo attraverso il quale il disabile riacquisisce la propria autonomia e si reinserisce in maniera attiva nella societa’. In Italia, la situazione differisce dal resto d’Europa e dagli Stati Uniti, dove il C-Leg (il ginocchio elettronico piu’ costoso e funzionale), 20.000 euro circa, viene passato gratuitamente. L’Italia, per una protesi, spende al massimo 6.000euro”.
Fonte: servizi-oggi.it