Una protesta con strascico polemico ha preso di mira la gestione del parco dei divertimenti di Gardaland, a Castelnuovo del Garda, molto frequentato dai bresciani perché subito al di là del confine tra le province di Brescia e Verona. Tutto è nato dal divieto imposto a un gruppo di ragazzi down di Padova perché non salissero su alcune attrazioni, le più emozionanti. E questo ha provocato una durissima protesta da parte dell'associazione Dadi (Down, autismo e disabilità intellettiva), uno degli organismi che si occupano di disabili.
Il 29 settembre l'associazione ha infatti portato in gita a Gardaland una decina di ragazzi down tra i 18 e i 30 anni, con altrettanti accompagnatori e ora accusa i responsabili del parco di ''non conoscere l'integrazione''.
Prima di tutto è stata messa loro in mano una 'mappa per i disabili', con tanti simboli di divieto per le attrazioni a più elevato tasso adrenalinico. Poi hanno incontrato i blocchi con i tornelli posti all'entrata di diverse giostre. Infine è arrivato lo stop alla comitiva davanti al 'Blu Tornado' - una delle attrazioni più emozionanti e di maggior successo - dove gli addetti alla sicurezza hanno fermato i ragazzi: "Qui i down non possono entrare", è stato il senso dell'ordine. Risultato: divieto assoluto per tutte le 12 attrazioni più emozionanti ad esclusione del "Saltomatto", una giostra per bambini.
"Abbiamo protestato, non potevamo crederci - ha raccontato al Corriere della Sera Patrizia Tolot, presidente veneta dell'associazione Dadi - perché le persone down non sono malati psichici. Loro si sono sentiti umiliati e delusi: hanno cercato di far valere le proprie ragioni, hanno raccontato cosa fanno, dove studiano, dove lavorano. Ma non c'è stato niente da fare. Eppure tutti sono sportivi, atleti dell'Aspea, e tra loro ci sono anche campioni di nuoto e sci".
L'azienda si è difesa richiamando le regole: "Ci sono norme sulla sicurezza ben precise, e io ne sono il responsabile" ha detto il direttore di Gardaland Danilo Santi. "Noi compriamo le giostre e i costruttori ci forniscono le prescrizioni. Poi, con il buon senso, mettiamo alcune restrizioni. Tre anni fa è stato deciso, con la collaborazione di esperti che lavorano con i disabili, di preparare una guida ad hoc in cui abbiamo specificato le attrazioni che si possono fare a seconda delle varie disabilità. E i down rientrano tra i disabili mentali/psichici. Noi vogliamo solo tutelarli ed evitare che capitino incidenti".
Fonte QuiBrescia