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27 settembre 2007 - Diritto allo studio anche per i disabili

Scuola

A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, cresce a dismisura il malcontento di molte famiglie per i tagli degli insegnanti di sostegno. Ad oggi, secondo dati della Cisl scuola e dell’ufficio disabilità Cgil, rispetto a 169.345 alunni disabili gli insegnanti di sostegno in servizio, al 20 settembre, sono 68.297. Mentre su 168.887 dell’anno scorso gli insegnanti erano 80.318. A conti fatti mancano all’appello circa 12.000 docenti, che secondo il ministero della pubblica istruzione, è unicamente dovuto ad un semplice ritardo delle nomine.

In realtà tutti sanno, che il calo enorme di insegnanti di sostegno è dovuto all’originale intuizione del ministro Fioroni di aver inserito nella Finanziaria scorsa l’elevazione del numero di alunni anche nelle classi con persone con handicap e per aver reso molto complessa la certificazione della disabilità da parte delle Asl, col decreto 185/06. Il rapporto docenti di sostegno/disabili, in provincia di Catania è di circa 1 a 1,6 mentre a livello nazionale è di 1 a 2.

Eppure l’articolo 3 della Costituzione recita che: «E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Anche gli alunni disabili hanno diritto all’istruzione, hanno diritto all’insegnante di sostegno, garantito dalla Diagnosi Funzionale redatte dalle Asl di competenza secondo la legge 104. Come può, si chiedono tante famiglie fortemente amareggiate, l’amministrazione centrale togliere questo diritto a migliaia di ragazzi, nella consapevolezza che quando lo ha fatto in passato è stata sempre condannata dai vari Tribunali? Molte famiglie e associazioni di genitori sono convinte che il ministero della pubblica istruzione vuole espellere più disabili possibile dalla scuola perché sono un peso per la collettività tutta, e sono un peso soprattutto economico.

Il ministero in una nota nega aspramente, ma fare vivere in apprensione migliaia di famiglie che alle difficoltà per avere un figlio disabile devono pure aggiungere l’incognita dell’istruzione per loro, non è giusto. Oltretutto, considerare la scuola, in generale, e l’insegnamento ai disabili, in particolare, una spesa da tagliare in tutti i modi, è una delle cose più sbagliate al mondo. La scuola come la famiglia è un investimento per il futuro. E’ un sostegno a tutti e oggi c’è un grande bisogno di chi affianchi i ragazzi alla ricerca di un baricentro, sia che essi siano disabili sia che siano normodotati.

Alle famiglie che si sentono defraudate non rimane che una sola strada. Rivolgersi alla magistratura per ottenere il riconoscimento del diritto allo studio per i propri figli. L’anno scorso i tribunali di Roma, Bologna, Venezia, Reggio Calebria, Ancona, Siracusa, Salerno e Messina hanno dato tutti torto al ministero.

NUCCIO CONDORELLI  - Sindacato delle famiglie (sidefct@iol.it)

Fonte Consorzio AetnaNet