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17 settembre 2007 - Salute mentale: le associazioni chiedono una nuova legge

Una nuova legge sulla salute mentale. La chiedono l'Unasam (Unione nazionale delle assocaizioni per la salute mentale), l'Arci Circolo "Macondo" di Milazzo (Me) e dal Circolo "Papillon" di Barcellona Pozzo di Gotto, sede di uno dei sei Opg d'Italia. Le associazioni hanno inviato una lettera aperta al governo Prodi, in particolare ai ministri Bindi e Turco, per denunciare il ritorno della la cultura dello stigma e del rifiuto del malato mentale: nuovi casi di elettroshock, malati legati, casi di violenze, denunce di strutture ospedaliere, casi di "deportazione" di pazienti da una regione all'altra, uso massiccio e immotivato di psicofarmaci.

Il ministro della Salute Livia Turco, nel gennaio di quest'anno ha dichiarato: "Sulla salute mentale si rischia di tornare indietro. Subito un'indagine sulla situazione effettiva del settore in Italia". Ed ha annunciato “un provvedimento legislativo per il superamento dei 6 ospedali psichiatrici giudiziari, dove sono ancora ricoverate più di 1.000 persone”. Successivamente la Commissione istituita dal Ministero della Sanità (tra i componenti: Marco D'Alema, Raffaele Barone ecc.) ha visitato gli OPG annunciando la chiusura di alcuni OPG (Napoli e Montelupo Fiorentino in primis). Questa chiusura si sta ora attuando, ma – denunciano le associazioni –“deportando gli internati negli OPG rimasti”. L'OPG di Barcellona P. G, ad esempio, (dove l'Arci di Milazzo svolge già da circa 8 anni attività di volontariato con gli internati “dentro e fuori le sbarre” e dove esiste all'interno un Circolo costituito dagli stessi internati denominato “Papillon”) in pochi giorni è intasato ed è già arrivato a n. 250 internati mentre altri devono ancora arrivare.

Le proposte elaborate dalle associazioni sono state già consegnate ai ministri Livia Turco e Rosy Bindi: dalla revisione dei Lea (i livelli minimi di assistenza), alla rivalutazione delle pensioni per i disabili psichici, che oggi ammontano a 250 euro al mese. "Non ci sentiamo di accettare tutto questo - scrivono le associazioni a Prodi - temiamo che piuttosto che arrivare ad una proposta di legge al più presto si rischi di lasciare questa situazione intollerabile chissà per quanto tempo (basti pensare che quando si sono chiusi i manicomi non si è provveduto a creare strutture alternative lasciando a loro stessi e all'interno degli Opg i cosiddetti "matti").Per questo le associazioni chiedono che il governo dichiari appunto senza equivoci e con fermezza la chiusura di tutti gli opg solo dopo avere predisposto strutture alternative per i pazienti e che si arrivi rapidamente ad una nuova legge sulla salute mentale”.

Fonte: di Sara De Carli  - Vita