Il prossimo anno scolastico avrà il sapore amaro per oltre 600 ragazzi "disabili" nel salernitano. Infatti il personale docente precario sul sostegno sarà decurtato di 360 cattedre. Ci rimettono i più deboli.
E il procedimento non è ortodosso. L'art. 3 della Costituzione recita: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
Eppure, tutti questi alunni hanno diritto all'istruzione, hanno diritto all'insegnante di sostegno, garantito loro dalla Diagnosi Funzionale redatte dalle ASL di competenza(L.104): perché l'amministrazione centrale si arroga il diritto di negare l'istruzione a centinaia di ragazzi, nella consapevolezza che quando lo ha fatto in passato è stata sempre condannata dai vari Tribunali?
Le famiglie vivono ore d'apprensione. La scuola non deve essere considerata una spesa, ma un investimento sul futuro. La scuola è sostegno a tutti e oggi c'è un bisogno immenso di chi affianchi i ragazzi alla ricerca di un baricentro. Tutti i ragazzi, in primis i disabili.
La delusione, l'amarezza e lo sconcerto sono palpabili tra le famiglie e tra i docenti di sostegno che con speranza e fiducia avevano dato il consenso a una politica nuova sulla scuola nella convinzione che ci fosse una inversione di rotta e che il nuovo governo attuasse una politica di maggiore attenzione verso quelle fasce, della popolazione, più deboli. Siamo pronti a scendere in campo per dare i valori della scuola a tutti. E uscire da un incubo.
Fonte: Comincialitalia