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12 settembre 2007 - Insegnanti di sostegno scendono in campo contro i tagli per aiutare la scuola

Scuola1

Il prossimo anno scolastico avrà il sapore amaro per oltre 600 ragazzi "disabili" nel salernitano. Infatti il personale docente precario sul sostegno sarà decurtato di 360 cattedre. Ci rimettono i più deboli.

E il procedimento non è ortodosso. L'art. 3 della Costituzione recita: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
Eppure, tutti questi alunni hanno diritto all'istruzione, hanno diritto all'insegnante di sostegno, garantito loro dalla Diagnosi Funzionale redatte dalle ASL di competenza(L.104): perché l'amministrazione centrale si arroga il diritto di negare l'istruzione a centinaia di ragazzi, nella consapevolezza che quando lo ha fatto in passato è stata sempre condannata dai vari Tribunali?

Le famiglie vivono ore d'apprensione. La scuola non deve essere considerata una spesa, ma un investimento sul futuro. La scuola è sostegno a tutti e oggi c'è un bisogno immenso di chi affianchi i ragazzi alla ricerca di un baricentro. Tutti i ragazzi, in primis i disabili.

La delusione, l'amarezza e lo sconcerto sono palpabili tra le famiglie e tra i docenti di sostegno che con speranza e fiducia avevano dato il consenso a una politica nuova sulla scuola nella convinzione che ci fosse una inversione di rotta e che il nuovo governo attuasse una politica di maggiore attenzione verso quelle fasce, della popolazione, più deboli. Siamo pronti a scendere in campo per dare i valori della scuola a tutti. E uscire da un incubo. 

Fonte: Comincialitalia