Sono e vivo in provincia di Palermo. Sono laureato in scienze
statistiche ed economiche e sto concludendo il dottorato in statistica
applicata presso l'università di Palermo. Dall'età di 13 anni sono
affetto da tetraplegia in seguito ad un infarto midollare.
Scrivo per raccontarvi cosa è successo, purtroppo non solo a me,
domenica 26 agosto allo Stadio Renzo Barbera per assistere alla partita
Palermo - Roma. Bene, pur presentandomi ai pre-ingressi per il
filtraggio degli spettatori ben 1 ora e un quarto prima dell'inizio
della gara mi è stato proibito, e oltre a me ad altre quattro persone
con disabilità in sedia a rotelle, l'ingresso allo stadio con la
motivazione che i biglietti a disposizione erano terminati! La risposta
alla nostra protesta è stata che saremmo dovuti arrivare prima...
Prima?
Prima quando alle 3 del pomeriggio con un caldo di 40 gradi? E poi i
biglietti venivano rilasciati sul momento a chi prima arrivava, senza
alcuna comunicazione da parte della società Palermo calcio. Società che
già all'inizio della stagione compila una lista di 250 persone disabili
non-deambulanti a cui è consentito l'ingresso allo stadio. Durante le
nostre civili proteste non abbiamo ricevuto solidarietà e assistenza da
parte di nessuno, neanche dalle Forze dell'Ordine presenti. Dopo un'ora
di sit-in e proteste è arrivato un dirigente del Palermo che ci ha
fatto entrare allo stadio. E' insopportabile che alla disabilità, di
qualunque forma essa sia, venga automaticamente associata l'indigenza.
Dico questo perché, nel caso dello stadio, se io comprassi un biglietto
di tribuna VIP, invece dell'elemosina di un biglietto, non sarebbe
possibile raggiungere il mio posto.
Eppure avrei pagato come tutte le altre persone!
Tutto ciò è intollerabile!
Giovanni Cupidi, giovannicupidi@gmail.com
Fonte: Corriere della Sera