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ROMA - E' ormai chiaro che è necessario arrivare rapidamente a una nuova legge sulla salute mentale. Lo chiede un gruppo di associazioni (tra cui l’Arci) che hanno inviato una lettera aperta al governo Prodi e a tutti i mezzi di informazione ricordando sia al governo, sia all’opinione pubblica le denunce dell’Unasam sul ritorno della la cultura dello stigma e del rifiuto del malato mentale: nuovi casi di elettroshock, malati legati, casi di violenze, denunce di strutture ospedaliere, casi di "deportazione" di pazienti da una regione all’altra, uso massiccio e immotivato di psicofarmaci. Le proposte elaborate dalle associazioni sono state già consegnate ai ministri Livia Turco e Rosy Bindi: dalla revisione dei Lea (i livelli minimi di assistenza), alla rivalutazione delle pensioni per i disabili psichici che oggi ammontano a 250 euro al mese.
Nell’assoluto silenzio dei media e della società stanno accadendo cose raccapriccianti. “Non ci sentiamo di accettare tutto questo – scivono le associazioni a Prodi – temiamo che piuttosto che arrivare ad una proposta di legge al più presto si rischi di lasciare questa situazione intollerabile chissà per quanto tempo (basti pensare che quando si sono chiusi i manicomi non si è provveduto a creare strutture alternative lasciando a loro stessi e all’interno degli Opg i cosiddetti “matti”).
Per questo le associazioni chiedono che il governo dichiari appunto senza equivoci e con fermezza la chiusura di tutti gli opg solo dopo avere predisposto strutture alternative per i pazienti e che si arrivi rapidamente ad una nuova legge sulla salute mentale. “Ricordiamo – si legge ancora nella lettera - che al congresso dell’Unasam, le famiglie di persone con malattia mentale hanno esposto al Governo una situazione oscura per la psichiatria italiana, quasi da pre-riforma Basaglia rilevando come stia tornando "la cultura dello stigma e del rifiuto del malato mentale". Nuovi casi di elettroshock, malati legati, casi di violenze, denunce di strutture ospedaliere, casi di "deportazione" di pazienti da una regione all’altra, uso massiccio e immotivato di psicofarmaci. Tutte le proposte consegnate ai ministri Turco e Bindi: dalla revisione dei Lea (i livelli minimi di assistenza) alla rivalutazione delle pensioni per i disabili psichici che oggi ammontano a 250 euro al mese.
Per non perseverare nella delusione nei confronti di un governo che aveva promesso di intervenire, ma che ancora non è riuscito a intaccare la situazione, le associazioni ribadiscono la loro richiesta: il governo e tutte le forze politiche devono intervenire immediatamente per bloccare questa “deportazione” di malati e per assicurare da subito, il diritto alla salute e al rispetto della dignità di ogni uomo. “Chiediamo a tutti i cittadini, agli organi di stampa, alle associazioni culturali e sociali di impegnarsi affinché tutto questo non passi inosservato. La lettera è datata Milazzo 7 settembre 2007 ed è firmata
dall’Arci Circolo “Macondo” di Milazzo (Me) e dal Circolo “Papillon” (pan).