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26 giugno 2007 - Turco: Si tuteli innanzitutto il lavoro

Turco

Quali saranno i padri nobili  del Pd? Non so ma intanto vorrei che ci fossero anche madri nobili».  Il ministro della Salute Livia Turco rilancia la sfida per la presenza femminile nel partito che verrà.  «Ciascuno - aggiunge - porta le sue madri e i suoi  padri. La bellezza del Pd è che non sono definite in modo  aprioristico da qualcuno quali sono. Ciascuno porta il padre e la  madre che ha nel suo cuore, poi insieme discuteremo e faremo insieme l’album di famiglia». Il ministro è in vena di romanticherie e frattanto la realtà parla chiaro: il comitato dei 45 è composto appena per un risicato 30% dal gentil sesso. Così come non comprende esponenti della società civile né giovani, perchè il Pd sarà maschio, politico e cinquantenne.

Il ministro Turco, ad ogni modo, ci crede e sottoporrà a Veltroni alcuni orientamenti indicativi come quello stilato in collaborazione con l’Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro. L’Anmil ha preparato una raccolta di materiale su «dieci storie di vita travolte da un incidente sul lavoro». «Debbono essere il primo punto del programma del Pd - ammonisce il ministro della Salute - perchè in quelle dieci storie c’è la promozione vera della dignità della persona». «Si può fare moltissimo - sottolinea ancora Turco -  e che tante volte non si fa tutto quello che si  potrebbe per promuovere il diritto al lavoro, ci dicono che non c’è alcuna libertà, alcuna cittadinanza, alcuna giustizia possibile se non si parte dal lavoro. Il lavoro è fonte di vita per tutti, per i ragazzi disabili, per gli immigrati, per le donne, per quelli che si sentono più emarginati. Dare dignità al lavoro a partire dalla  salute è la grande sfida del riformismo ed elemento di grande  modernità. Consegnerò quelle dieci storie a Veltroni e so che troverò un interlocutore molto attento». 

Fonte: Gianvito Casarella - Il Meridiano