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25 giugno 2007 - L’egovernment più avanzato è alla portata dei disabili

Egoverment

Le barriere architettoniche non sono gli unici ostacoli dei disabili. Esistono anche le barriere virtuali: le difficoltà che incontrano nell’uso di un sistema informatico, nella visita di un sito, nella consultazione della cartella clinica elettronica, nella compilazione di modulistica online, nello scambio di email. Operazioni indispensabili per lavorare, sbrigare pratiche amministrative, studiare e partecipare alla società dell’informazione. Per tre milioni di cittadini, tanti sono i disabili in Italia, questo digital divide diventa una fonte di nuova emarginazione. Il concetto di categorie svantaggiate nel cyberspazio è variabile. Si parte da handicap apparentemente insormontabili come la cecità fino agli ipovedenti e daltonici, finendo per abbracciare vasti strati della popolazione soprattutto in un paese anziano come il nostro. Ci sono gli utenti con sordità parziale o completa, le persone con mobilità compromessa e utenti con disabilità cognitive e deficit di attenzione che faticano a capire pagine web troppo complesse o in cui le componenti in movimento sono troppo veloci. Fortunatamente l’evoluzione tecnologica ha introdotto ausili speciali come lo screen reader, ingrandimenti di caratteri, barra Braille, sintetizzatori vocali, perfino computer comandati da un battito dell’occhio.
Si sperimentano alternative per l’uso del pc senza mani e voce con un sistema di visione artificiale attraverso una webcam che segue ogni movimento del corpo e muove di conseguenza il cursore sullo schermo. Un web aperto travalica l’ambito delle applicazioni hardware e software e interviene nella progettazione dei siti: dall’organizzazione dei contenuti alla presentazione grafica. Il consorzio mondiale del web (W3C) ha sviluppato delle linee guida Wai (Web Accessibilità Iniziative) per la semplificazione dei contenuti e della navigazione senza pregiudicare né estetica, né efficacia comunicativa di un sito accessibile. Uno dei principi perseguiti è la raggiungibilità. Ossia evidenziare in ogni momento della visita il canale di comunicazione a disposizione per contattare chi si occupa di quell’aspetto. Prioritaria per la Comissione europea, l’accessibilità è da sempre al centro del dibattito sull’egovernment in Italia ed è diventata tre anni fa un requisito fondamentale delle strutture pubbliche con la Legge Stanca. All’indirizzo www.pubbliaccesso.gov.it. a cura del Cnipa (Centro Nazionale per l’Informatica nella PA), sono raccolte le informazioni sulle iniziative pubbliche volte a rimuovere le barriere informatiche. Tra queste: i monitoraggi periodici dell’accessibilità dei servizi online pubblici e l’iter per l’attribuzione del logo di accessibilità assegnato a siti pubblici o privati. Il Forum PA è servito come di consueto a confrontarsi su quanto si è fatto e quanto resta da fare. Il sottosegretario Beatrice Magnolfi e il presidente Pierluigi Ridolfi, a nome della Commissione interministeriale permanente, hanno ricordato che se l’impostazione della legge è invidiata da tutta Europa, purtroppo i risultati di effettiva attuazione sono ancora modesti: molti siti delle PA non sono ancora accessibili e spesso sono state accampate scuse e pretesti per non adeguarsi alla legge. Una PA in grado di rispondere con efficacia alle categorie deboli e svantaggiate è un'amministrazione migliore per tutti.
Esaminando le condizione per passare dalle parole ai fatti, Massimo Canducci, responsabile per l’accessibilità di Engineering, ha messo in luce due sfide che la PA ha davanti se vuole che la legge non diventi prigioniera di se stessa trasformandosi in un ostacolo all’introduzione di tecnologie innovative. Intanto occorre aggiornare i requisiti tecnici della legge Stanca per adeguarli alle nuove opportunità di interattività offerte dal web 2.0. E i portali di front office devono basarsi su piattaforme che coniughino l’accessibilità e la struttura open source. Il progetto innovativo italiano php.fruibile è stato presentato nel contesto dei programmi einclusion della Commissione europea. Il Premio P.A. Aperta, assegnato nell’ambito del Forum PA rammenta annualmente le finalità della legge Stanca dando un riconoscimento alle iniziative di eintegrazione sociale. Come il servizio di teleguida mobile EasyWalk sviluppato dalla Regione Piemonte che serve per orientarsi al buio con l’aiuto di un telefonino. E’ uno dei vincitori della quinta edizione del premio e sfrutta le potenzialità offerte dalle tecnologie vocali e di geolocalizzazione satellitare applicate alla telefonia mobile. EasyWalk si rivolge alle persone non vedenti garantendo assistenza continua durante gli spostamenti attraverso un sistema text to speach che li guida verso la destinazione oppure in emergenza, attivando soccorsi.

Fonte: di PATRIZIA FELETIG - La Repubblica