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| Home | Socializzazione | Raccolta News | News Locali | Anno 2008 | Agosto | 7 agosto 2008 - Comune di Trieste, Comunicato Stampa: FAP e assistenti familiari |
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FORMAZIONE E “COLLOCAMENTO” DI “BADANTI”, CONTRIBUTI E SOSTEGNO ECONOMICO, ORGANIZZATIVO E SANITARIO ALLE FAMIGLIE PER LA CURA IN CASA DEI PARENTI NON AUTOSUFFICIENTI: EFFICACI SINERGIE ATTIVATE A TRIESTE CON POSITIVI RISULTATI DA COMUNE, PROVINCIA, AZIENDA SANITARIA E ASSOCIAZIONI DEL SETTORE
Enti e associazioni impegnate nel servizio sociale e sanitario e nell’assistenza, “schierate” e concordi e, soprattutto, esprimenti segnali di grande volontà di un costruttivo reciproco coordinamento, per il miglior benessere degli anziani non autosufficienti della nostra città e delle loro famiglie.
Questo lo spirito chiaramente riscontrato stamattina, nel corso dell’incontro convocato dall’Assessorato comunale alla Promozione e Protezione Sociale, nella sede di via Mazzini, e a cui hanno preso parte, a fianco dell’Assessore Carlo Grilli, la omologa provinciale Marina Guglielmi, il direttore del Distretto n. 1 dell’Azienda per i Servizi Sanitari dott. Paolo Da Col, la presidente dell’Organizzazione Tutela Consumatori del Friuli-Venezia Giulia Luisa Nemez, la vicepresidente delle ACLI provinciali Barbara Mastrosimone e la dott. Anna Galopin responsabile dell’Unità Operativa domiciliarità anziani del Comune di Trieste.
La riunione, organizzata volutamente in veste di conferenza stampa, anche su indicazione dell’Organizzazione Tutela Consumatori, con il dichiarato comune obiettivo di far meglio conoscere all’intera cittadinanza tutte le possibilità che vi sono per venir aiutati nell’assistere un anziano in casa, ha consentito di fare il punto, in termini molto dettagliati, sull’utilizzo del Fondo per l’autonomia possibile (FAP), finanziato dalla Regione, sui diversi relativi contributi, tra i quali quelli per il pagamento delle “assistenti familiari” (le cosiddette “badanti”), e sulle altre forme di aiuto.
Si tratta complessivamente di un insieme di iniziative, apparentemente complesso proprio perché vi concorrono diversi enti, che forma in realtà un “quadro” organico e ben coordinato, alla fine abbastanza semplice e – come è stato spiegato oggi – di facile fruizione.
In sintesi, le diverse procedure che fino a un paio di anni fa prevedevano l’accesso al vecchio “assegno di cura” e/o al “contributo badanti” ex L.R. 24/2004, sono da circa un anno – cioè dall’entrata in vigore del D.P.R. n.35/2007 “Regolamento per l’autonomia possibile e per l’assistenza a lungo termine”, e in concomitanza con il maggior coordinamento tra Enti e associazioni del territorio previsto dai “Piani di Zona integrati” – sostanzialmente unificate, fanno oggi capo tutte al medesimo “Fondo per l’autonomia possibile” e devono sempre basarsi su un progetto personalizzato valutato con le famiglie ed elaborato congiuntamente dagli operatori del Comune, dell’ASS e dal medico di medicina generale.
I benefici economici previsti dal FAP sono ancora principalmente di due tipi: l’assegno per l’autonomia, per sostenere l’assistenza a domicilio, da parte dei familiari, delle persone in condizioni di non autosufficienza grave, e il contributo per l’aiuto familiare a sostegno dell’assunzione di “addetti all’assistenza familiare” o “badanti” (vi è anche, ma in numero minore, il “sostegno alla vita indipendente”, un intervento che concorre a finanziare progetti di vita indipendente per le persone con grave disabilità, ma tuttavia in grado di autodeterminarsi). Ora però - proprio grazie alle sinergie tra Enti attivate con i “Piani di Zona” e alle procedure comuni adottate - per l’ottenimento di tutti questi benefici – oltre a dover tener comunque conto del “tetto” massimo familiare di 35.000 Euro di ISEE e a prevedere la documentazione delle spese assistenziali affrontate – ci si rivolge esclusivamente, e più facilmente, solo (e a seconda della residenza) a uno dei quattro Punti Unici Integrati costituiti sul territorio (in via Stock 2 a Roiano, in via Locchi 27 e/o Campo San Giacomo 13, in via Pascoli 35/1 e in via Valmaura 59, presso le quattro Unità Operative Territoriali del Comune), dove il familiare interessato troverà sia un operatore sociale comunale che uno sanitario dell’ASS per affrontare assieme i vari aspetti e problemi relativi alla richiesta.
Quanto sopra per l’aspetto della costruzione di un progetto di sostegno all’anziano non autosufficiente e per l’ottenimento dei contributi, mentre ecco entrare in scena la Provincia – come ha spiegato il suo Assessore Marina Guglielmi – quando ci si deve occupare invece del reperimento fisico di una “badante” (o “assistente familiare” che dir si voglia), e qui anche a prescindere dai livelli di reddito. E questo la Provincia lo svolge attraverso il suo Sportello presso il Centro unico per l’impiego, nella sede di Scala dei Cappuccini, dove viene raccolto e organizzato tutto il flusso, sia di domande che di offerte di “badanti”, che ritenga di passare attraverso l’Ente pubblico, e quindi con la sottoscrizione di regolari contratti, con contributi, tutele di legge ecc.
La Provincia – ha detto ancora l’Assessore Guglielmi – aiuta anche a valutare le reciproche esigenze, organizza in tal senso opportuni colloqui, provvede alla stipula del contratto iniziale; tutte esigenze per cui si può anche contattare l’indirizzo di posta elettronica sportello.badanti@provincia.trieste.it o i numeri telefonici 040-369104 o 369685 o 368277 e quindi gli interni 23 o 24.
“Successiva” alla Provincia, scende in campo, per il “trattamento” ulteriore del rapporto con una “badante” - a volte complesso anche per aspetti tecnici o burocratici – l’ACLI triestina. “Le ACLI danno un supporto importante – ha spiegato la vicepresidente Barbara Mastrosimone – soprattutto per consolidare e far proseguire positivamente il rapporto con l’“assistente familiare” una volta assunta. Possiamo curare infatti tutta la parte amministrativa e previdenziale, le paghe, i contributi, il versamento del TFR, il rinnovo dei contratti.”
“Inoltre – ha concluso la Mastrosimone - le ACLI svolgono anche la funzione di formazione delle badanti, assolutamente fondamentale per poi poter offrire ai richiedenti, soprattutto se in raccordo e tramite l’Ente pubblico, persone adeguatamente preparate e quindi anche seriamente vagliate; persone che nel contempo vengono anche esse stesse aiutate e sostenute nelle loro necessità e trovandosi in un Paese diverso dal loro, tramite una organizzazione specifica a loro dedicata, la ACLI-Colf “.
Una grande soddisfazione per un “sistema Trieste dell’assistenza e del sostegno” che si presenta ormai ben integrato e coordinato e in grado – anche rispetto ad altre città italiane – di dare ottime risposte ai cittadini che desiderano, per quanto possibile, assistere e curare in casa i propri cari, è stata comunemente espressa dall’Assessore comunale Grilli e da Paolo De Col per l’ASS.
“Stiamo facendo molti passi avanti, attivando tante positive sinergie – hanno detto – per aiutare concretamente – e non solo con un semplice contributo economico - chi vuole accudire i propri parenti. Stiamo dando il senso di una vicinanza concreta, anche mettendo a disposizione personale specializzato in grado di seguire da vicino le situazioni, e qualificando sempre più altre persone che poi andranno a lavorare in queste famiglie; dimostrando alla fine che lo slogan “Curare a casa è possibile” sta diventando a Trieste una importante e seria realtà, invertendo l’abitudine del passato – sbagliata in primo luogo per gli stessi anziani, ha osservato Grilli – alla costante “residenzialità” nelle case di cura e negli ospedali.
In merito l’Assessore Grilli e la dirigente comunale Anna Galopin hanno dimostrato con i dati come, proprio grazie a queste sinergie e a questa nuova formula unificata di erogazione dei contributi con il Fondo per l’autonomia possibile, le richieste stesse di contributo e quindi l’avvio di nuovi progetti di sostegno per l’assistenza in casa siano significativamente aumentati, rispetto alle pratiche di semplici contributi del passato, raggiungendo negli ultimi 12 mesi il non trascurabile numero di 324 nuovi progetti (di cui 191 solo “aasegno per l’autonomia”, 83 solo contributo “badante”, 50 con entrambe le voci).
Conclude con un grazie al Comune “per aver saputo ascoltare e aver saputo dare concrete risposte alle esigenze della popolazione più anziana e più debole”, la presidente dell’Organizzazione Tutela Consumatori Luisa Nemez – ispiratrice in gran parte dell’odierno incontro “a più voci” – che in chiusura – e in pieno accordo con la rappresentante delle ACLI – si impegna anche lei per l’avvio di un ulteriore “scuola” di formazione per “badanti” nella nostra città.