| id_tab1_col0 | id_tab1_col1 | id_tab1_col2 | id_tab1_col3 | ||||||||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| id_tab1_col0 |
|
| idnavigation | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Home | Socializzazione | La vostra voce | Testimonianze |
| idmenu2 |
|---|
| Area Riservata |
Raccolta delle Testimonianze pervenute
Tenaris-Dalmine
Una lavoratrice non vedente, laureata in lingue, entra alla Tenaris Tubi di Dalmine nel 1999 e viene inserita al centralino aziendale. Però Sara aveva manifestato subito il desiderio e dimostrato le capacità di affrontare compiti di maggiore responsabilità. «Una forte volontà di crescita professionale e anche la disponibilità a inserirsi in contesti diversi» commenta Daniela Beccarelli, che ha seguito come responsabile il progetto di inserimento. È stato cosÌ che l'azienda, dopo averne valutato le potenzialità, ha deciso di favorire la crescita professionale di questa lavoratrice «con uno sviluppo pià legato alle sue competenze», spiega Beccarelli. È stato avviato un percorso formativo attraverso due progetti fmanziati dalla Provincia di Bergamo: tutoraggio post-assunzione e qualificazione professionale incentrata sulle tecnologie informatiche, condotta con il supporto di docenti esterni e un affiancamento di sei mesi nella nuova mansione, svolta in Tenaris Energia, in seguito acquisita da Eon. Oggi Sara, dapprima inserita in un piccolo team di quattro persone dove ha imparato a capire le dinamiche di clienti e fornitori, è responsabile del sistema di gestione del cliente. Può utilizzare le lingue straniere che conosce ed è un punto di riferimento per tutti coloro che devono addentrarsi nel database dei clienti Le difficoltà? «Trovare un informatico capace di istruire un non vedente. Ci sono voluti venti colloqui - ammette Daniela Beccarelli - II progetto ha subito nel percorso diverse modifiche. Ma sono esperienze che possono riuscire. Ed é vero: spesso le aziende non sono a conoscenza dei fmanziamenti a disposizione di questi progetti”.
Fonte Il Sole-24 Ore - mercoledì 21 Marzo 2007
N & W Global Vending
Il nome di questa azienda metalmeccanica di Valbrembo (Bergamo) forse dice poco, ma tutti conosciamo le macchinette automatiche per il caffè e le bibite collocate negli uffici e nelle stazioni. Con mille dipendenti e in forte espansione numerica,la N&W Global vending (già Zanussi ed Electrolux) rientra tra le buone prassi indentificate dal progetto Milord perchè fa un ampio ricorso ai lavoratori disabili. L'inserimento in azienda si svolge attraverso una pianificazione attenta in collaborazione con il collocamento mirato e il supporto di enti esterni per le attività di formazione e di accompagnamento.«Altrove - spiega Alessandro Crippa della direzione Hr - il fatto di dover assolvere all'obbligo di legge alle assunzione visto come un vincolo. Dai noi invece c'é la cultura dell'opportunità e abbiamo scelto uno strumento semplice come il tirocino». Lo stage, introdotto dalla legge 196/97 (il«pacchetto Treu» ) prevede tra i soggetti a cui questa esperienza formativa é riservata le persone svantaggiate e i portatori di handicap. «A noi - prosegue Crippa -la legislazione sui tirocini consente di non essere troppo vincolati, è chiara perchè ben scritta e di facile utilizzo grazie ai meccanismo della convenzione e del progetto per i quali ci appoggiamo alle cooperative sociali esperte». Come va poi l'ingresso in azienda? «Inserirsi commenta Crippa - infondo é complesso per chiunque. E’ importante la preparazione di chi deve facilitare l'inserimento per rispondere a bisogni che, in fondo, sono cose normali. E il contatto con i disabili aiuta anche le relazioni degli altri».
Fonte Il Sole-24 Ore - mercoledì 21 Marzo 2007
Abb Sace
In Abb Sace, colosso delle tecnologie per l'energia e l'automazione, 21mila addetti nel mondo, la partecipazione dei dipendenti alle attività del sociale è una realtà anche in Italia da oltre dieci anni Nei progetti di inserimento dei disabili in azienda sono coinvolti quindi anche i dipendenti che non lavorano nelle risorse umane. Ezio Manzoni che, al convegno di chiusura del progetto Milord racconta la case history aziendale, è un ingegnere. «Le attività intraprese sono numerose - spiega - a cominciare dal progetto Daia per l'inserimento dei disabili psichicL che sono i casi più delicati, fino a quelle di comunicazione, come la sponsorizzazione delle Special Olympics.Sono state progettati e reaIizzati strumenti come una mano elettronica per i sordociechi ed è in sperimentazione un ensore automatico che segnala con abusiva dei parcheggi riservati aidisabili Non nascondo che sul coinvolgimento c'è stata molta diffidenza iniziale. Ma oggi in tanti hanno cambiato opinione». Nel 2001 in Abb è partito un progetto per individuare un modello di selezione, valutazione e inserimento di disabili psichici' che si basa sull'utilizzo dell'applicazione Match per la selezione realizzata dalla Provincia di Milano. «Ci sono aziende non informate - continua Manzoni - che pagano le multe perchè non sanno dell'esistenza di supporti a costo zero come questo e della possibilità di accedere ad agevolazioni fiscali tramite le leggi nazionali come la 68/99 o regionali". La chiave per un inserimento riuscito? «Chiedere il giusto al disabile; inserendolo non in un ambiente protetto, ma adeguato per quello che lui é».
Fonte Il Sole-24 Ore - mercoledì 21 Marzo 2007
Metexi.org
Lei è troppo bravo per noi».Anche «questo può capitare di sentirsi dire a un personaggio come Aldo Arrigoni, milanese, 54 anni, due lauree, cinque lingue. Sales manager per 23 anni fino a quando, nel 1995, fu colpito dalla sclerosi multipla. Molto noto negli ambienti della cultura della disabilità, Arrigoni ha animato Asforil, una organizzazione profit per la formazione alle tecnologie per i disabili, con l'associazione culturale Metexi ha collaborato con la banda di Zelig portando in scena, e con gran successo,l,2 disabili, ora sta curando una ricerca per la Sda Bocconi. Tema? «Suggerire alle aziende - spiega Arrigoni - come valorizzare le residue capacità delle persone». Residue non è una parola che ha un accezione ne&;ltiva per questo vulcanico manager, tutt'altro. L'inserimento deve partire proprio da quel residuo risparmiato dalla disabilità, che può essere anche molto grande. E utile. «Parlare di inserimenti, di obiettivi e di numeri non basta - commenta - se poi le professionalità più alte sono quelle che fanno più fatica a entare nelle aziende nei posti giusti. Vorrei che i disabili che hanno capacità e competenze venissero utilizzati per quel che possono fare, e non restare imprigionati nei livelli medio-bassi. Con la ricerca vogliamo arrivare a spiegare come la persona si può inserire in un gruppo sociale qual è l'azienda e come si può trasformare il disabile in una' opportunità anche economica ». Che cosa serve ? «Non devono esserci pietismi risponde Arrigoni - il disabile va considerato un collega che deve poter mostrare che cosa sa fare o che cosa vorrebbe imparare. A questo punto farà un corso adatto. Non vergognamoci di dire che un disabile deve produrre redditività».
Fonte Il Sole-24 Ore - mercoledì 21 Marzo 2007