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Cos'è l'ADL ?

Infermiera

L’Index of Independence in Activities of Daily Living di Katz (Index of ADL o Katz Index) [1, 2] è uno strumento di misura dell’indipendenza funzionale nelle attività di base della vita quotidiana ideato per valutare la prognosi e l’efficacia del trattamento nei soggetti anziani e nei malati cronici (in origine quelli affetti da stroke, frattura femorale o artrite reumatoide) ospedalizzati e ambulatoriali. 
Successivamente l’Indice delle ADL è stato ampiamente utilizzato per la valutazione del livello di autonomia di popolazioni di soggetti anziani residenti al domicilio e in casa di riposo, indipendentemente dalla diagnosi. 
E’ risultato avere valore predittivo per l’ospedalizzazione, la durata della degenza ospedaliera, la necessità di assistenza domiciliare, di ammissione in RSA, e la mortalità.

L’Indice di Katz valuta la capacità di compiere sei attività, che consentono il soddisfacimento di bisogni fisiologici e di sicurezza fondamentali della persona e la cui compromissione determina uno stato di dipendenza funzionale.
Tali attività furono empiricamente selezionate da Katz secondo una sequenza gerarchica che corrisponde allo sviluppo funzionale infantile e indagano (in ordine di complessità decrescente) la capacità del soggetto di:

Sono funzioni “biologiche e psicosociali primarie” condizionate dalle capacità fisiche più che dagli aspetti intellettivi, culturali e socio-ambientali [1, 3]; è con l’aggravarsi del deficit cognitivo che anche l’autonomia nelle attività di base viene progressivamente a perdersi fino alla completa disabilità nelle fasi avanzate della demenza.

Alcuni ricercatori hanno identificato nell’analisi fattoriale dell’Index of ADL la presenza di due componenti [4]:

E’ stato suggerito che la componente “continenza” non sia inclusa nell’Indice delle ADL poiché questa, sebbene assuma un importante ruolo nella disabilità dell’anziano, può essere condizionata da una situazione patologica specifica e quindi indipendente dalla capacità funzionale vera e propria dell’individuo [5].

La valutazione può essere effettuata da medico, infermiere, fisioterapista od operatore socio assistenziale adeguatamente preparato.
Originariamente nata come scala osservazionale (setting riabilitativo), è stata successivamente somministrata tramite intervista al soggetto esaminato o al caregiver (setting ambulatoriale, domiciliare e istituzionale).
Richiede un tempo di somministrazione di 5 – 10 minuti.

Nell’Indice delle ADL ciascuna attività è valutata in base a una scala a tre livelli di assistenza (assente, parziale oppure completa), ognuno dei quali viene ricondotto alla dicotomia funzionale “dipendente/indipendente” secondo linee guida definite [2].
Utilizzando questa valutazione dicotomica, fu costruita una scala di tipo Guttman (cioè strutturata in modo gerarchico, in cui gli item sono disposti secondo un ordine che definisce una progressione crescente o decrescente di gravità) che somma il numero delle aree di dipendenza e la loro importanza relativa secondo uno scalogramma a otto livelli, identificati da sette lettere cui corrispondono diversi gradi di dipendenza funzionale, da A (indipendenza in tutte le funzioni) a G (dipendenza in tutte e 6 le funzioni), più un livello eterogeneo denominato “Altro”, così definiti [2]:

Katz notò che la compromissione delle funzioni fisiche in seguito a eventi patologici non procede in modo disordinato o casuale, ma segue un percorso sistematico inverso all’ordine evolutivo di comparsa delle funzioni stesse, ovvero le abilità funzionali più complesse erano perse prima. 
L’Autore inoltre evidenziò che durante la riabilitazione le competenze funzionali erano recuperate in ordine di complessità crescente [1, 6]: i soggetti migliorano o peggiorano raggiungendo il relativo livello di dipendenza adiacente secondo la sequenza prevista.
Altri studi evidenziano come la forza delle estremità inferiori (correlata alle attività: “lavarsi”, “spostarsi”, “utilizzare il gabinetto”) sia persa nei soggetti anziani prima che la forza delle estremità superiori (correlata a “vestirsi” e “alimentarsi”) [7].
Il metodo dello “scalogramma” può essere insufficiente nel rappresentare la molteplicità dei differenti profili di disabilità esistenti [8].
Successivamente per la stima dell’Indice delle ADL si ricorse a una scala semplificata che attribuiva un punto per ogni funzione dipendente [3]; con questo sistema di conteggio si elimina inoltre la necessità di ricorrere al livello di classificazione definito: “Altro”.
La versione proposta prevede l’assegnazione di un punto per ciascuna funzione indipendente così da ottenere un risultato totale di performance che varia da 0 (completa dipendenza) a 6 (indipendenza in tutte le funzioni).

Modalità di somministrazione

Occorrente: modulo di valutazione e di conteggio.

Tramite l’osservazione e l’intervista l’esaminatore considera il grado di maggiore dipendenza nella performance del soggetto durante le due settimane precedenti la valutazione.

Per ciascuna delle sei aree funzionali elencate deve essere contrassegnata la descrizione che meglio corrisponde alla situazione del soggetto [2]. 
La parola “assistenza” significa supervisione/sorveglianza, guida/direzione o assistenza personale attiva da parte di altri. 
Il soggetto può ricorrere all’uso di ausili per lo svolgimento della funzione.

Per l’attribuzione del punteggio è necessario tradurre la scala di valutazione a tre punti (senza assistenza, assistenza parziale, o assistenza completa) nella classificazione dicotomica “dipendente/indipendente” utilizzando le seguenti istruzioni [2]:

Lavarsi (in vasca, doccia o con la spugna)

Vestirsi

Utilizzo del gabinetto

Spostamenti

Continenza

Alimentazione

Si attribuisce un punto per ogni attività nella quale il soggetto è indipendente, il punteggio totale varia da 0 a 6 (dove 0 = dipendenza completa, e 6 = indipendenza in tutte le funzioni). 

Fonte: Ager